Giacomo Benedetti (1695–post1779), figlio di Andrea da
Desenzano, è l’altra figura che contribuisce
a creare nel Settecento quella particolare scuola organaria identificata ormai
come “gardesana”, ma
che alla luce degli ultimi ritrovamenti si può specificare come
“desenzanese”. Lavora nella bottega di
Giuseppe Bonatti del quale diverrà il cannifonista e uomo di fiducia per le sue
grandi capacità
professionali. Ciò è attestato anche dalle numerose presenze di Giacomo in
casa di Bonatti, dal
prestito concesso da Benedetti nel 1731 a favore di quest’ultimo e dai lavori
in subappalto ottenuti.
Si mette in proprio dopo circa trent’anni, nel 1744, quando Giuseppe Bonatti
cede il laboratorio al
figlio. Il passaggio non è indolore: “Nella causa e lite crescente tra lì
Giacomo Benedetti e il signor
Angelo Bonatti si decide…o che Giacomo Benedetti ritorni al Bonatti quelle
forme per contrabassi che
confessa avere presso di sé di raggione del Bonatti…o doverà il sign.
Bonatti pagare al medesimo
quanto risultante al debitore…”. Più oscuri rimangono i rapporti fra i
Benedetti e i Doria, che nel
1779, collaboreranno nello spostamento dell’organo Bonatti della chiesa di
Arco, dalla navata al
fondo della chiesa. Insieme a Giacomo Benedetti si ricordano anche Giuseppe e
Paolo, fratelli e figli
di Giacomo. Alla sua morte proseguiranno per pochi anni l’attività, dato che
i loro lavori non vennero
particolarmente apprezzati. Il primo strumento di Giacomo, segnalato e
sopravvissuto è anche quello
più importante presente sul nostro territorio, cioè l’organo per la
parrocchiale di Bedizzole (1744-
46), (vedi scheda a pag…). Nel 1761, costruiscono quello della parrocchiale di
Stenico; nel 1772
nuova costruzione per la chiesa di S.Teresa in Venezia; il 1773 è intenso: un
restauro a S.Francesco
in Modena e nella Collegiata di Fiorenzuola d’Arda (Pc), oltre alla
costruzione di uno nuovo per
S.Francesco di Mirandola (Mo); nel 1774 ci sono due nuovi strumenti: la
Collegiata e S.Pietro di
Cento (sopravvissuti); nel 1776 il nuovo strumento per S.Giacomo a Bologna
(sopravvissuto); nel 1779
c’è il già citato trasporto dell’organo di Arco e il nuovo strumento del
Duomo di Lonato, che verrà
purtroppo interamente rifatto da Tonoli nel 1862 utilizzando buona parte dei
materiali; nel 1783 la
costruzione dell’organo del Santuario di Masciaga di Bedizzole, il restauro
nella chiesa della Beata
Vergine della Ghiara (Re); nel 1784 uno nuovo per S.Giacomo Maggiore (Bo). Un
altro, rimasto, è nella
parrocchiale di Brescello. L’ultimo strumento per la nostra provincia è
quello di Bagolino (1783) che
deluse le aspettative della comunità: infatti, nel 1840 circa, sarà criticato,
smontato, portato nella
chiesa di Storo e sostituito con un Serassi. Riguardo ai materiali presenti
negli strumenti di
Bedizzole e Lonato si deve sottolineare che le monumentali facciate e le canne
sono, nell’opinione di
chi scrive, tra le più belle in assoluto di tutta la nostra provincia e di
tutta l’Italia