Antonio dal Corno, detto il Colonna è di origini salodiane e
si trasferisce a Bologna
attorno al 1618, dopo aver imparato l’arte dal veneziano Vincenzo Colonna
(1542-1628).
Quest’ultimo, dopo averlo associato in bottega per le sue capacità, lo
adotterà come figlio, dandogli il
proprio cognome. L’attività è testimoniata dal 1620 principalmente a Bologna
e in Emilia Romagna,
dove ricoprirà importanti incarichi prima dell’avvento dei Traeri, ma anche
nel Veneto e in Toscana.
I suoi strumenti sono impostati secondo la tradizione rinascimentale bresciana
importata da
Facchetti, con qualche duplicazione nei soprani per i Principali e le prime file
del Ripieno.
Accettano tuttavia alcuni registri nuovi, introdotti dall’organaria
transalpina e adottati poi dalla
scuola gardesana, come i Cornetti a fila singola o a coppie e qualche ancia sia
al manuale che al
pedale. Il somiere è a vento. E’ curioso il fatto che non segnasse in alcun
modo la posizione delle
canne con lettere o numeri, sul piede o sul corpo. Il figlio Giovanni Paolo
(1637-1695), nato a
Bologna, è personalità poliedrica: organista, compositore, maestro di cappella
nella Basilica di
S.Petronio e valentissimo organaro. In quest’ultima veste contende il primato
a Carlo Traeri
costruendo, oltre a quelli da cantoria, piccoli strumenti denominati Positivi,
cioè con cassa in legno
autonoma, grande come un confessionale, generalmente non ancorata alla parete,
con somiere quasi
esclusivamente a tiro e pochi registri (da 5 a 13), eseguiti con eccezionale
compattezza e praticità.
Talvolta le facciate di questi Positivi sono inpreziosite da canne decorate a
sbalzo con motivi a
tortiglione o a nido d’ape di eccezionale bellezza, erano perciò
apprezzatissimi dalle corti emiliane.