- Egidio Sgritta, figlio di Giuseppe, nasce ad
Iseo (Brescia) nel 1830 circa ed è morto dopo il 1901, ultima data certa
in cui si hanno sue notizie.
- Cresce
nella officina organaria dello zio Giovanni I° Giudici ( 1815 ca. -
1855), ex dipendente dei fratelli Serassi nonchè fondatore dell'omonima
ditta organaria tra il 1836 ed il 1845. Dotato di spiccato ingegno ed
intelligenza apprende con grande profitto l'arte, tanto che nel 1855, alla
morte dello zio Giovanni I°, egli continua l'attività conquistandosi
generale stima in qualità di responsabile della ditta e di procuratore
con la ragione sociale "Ditta Giudici & Compagno" e
meritandosi pubblici elogi.
- Quanto
alla consistenza della ditta nel 1861, sappiamo che vi lavoravano 10
uomini, a cui vanno aggiunti i garzoni sotto i 14 anni.
-
Dapprima è in società, fino al 1867, col fratello Bernardino con bottega
in Borgo Palazzo 60; poi il fratello diventa commerciante di vini. Nel
1871 lo Sgritta continua l'attività come unico titolare fino al 1880; dal
1881 si trasferisce ad Iseo (Brescia). E' ancora attivo nel 1901.
-
La sua attività, che si svolge principalmente ne bergamasco e nel
bresciano, si contraddistingue assai positivamente; è un artista serio ed
assai apprezzato per capacità, qualità, inventiva e gusto; anch'egli segue la
scuola Serassi. Nelle sue opere constatiamo: utilizzo di materiali di
primissima scelta, accurata lavorazione, razionale ed efficiente
progettazione, ricchezza di suono con ottimo gusto timbrico, ingegnosità
in nuove realizzazioni.
-
Particolare attenzione merita un nuovo ed ingegnoso tipo di somiere a
ventilabrini, secondo il metodo Brini (1857), realizzato per la prima
volta nel 1861, con cui è possibile suonare i registri soprani nella
estensione dei bassi e quella dei bassi nella estensione dei soprani,
ottenendo così fantasiosi giochi timbrici. La stampa dell'epoca è ricca
di elogi: "bravo, altrettanto leale e solerte artista"
(1863); nel suo operare evidenzia i seguenti pregi: somieri eseguiti a
perfezione, ottima intonazione, buon riparto, accordatura delle canne
irreprensibile, timbri uniformi di suono, per tutte le loro estensioni,
meccanismo pronto durevole e sicuro, maestà e forza sufficiente nel
ripieno, lodevole equilibrio tra questo e l'istrumentazione.
- Suoi strumenti, restauri, rifacimenti
o riforme si trovano o sono documentati in tutta la Franciacorta,
nell’iseano, in Valle Trompia, nella
bergamasca e in Valtellina. Particolarmente importanti i suoi strumenti di
Passirano (1883), Pezzaze
(1875, ora in restauro, dotato di somiere Brini), Zone (1870c.), Brozzo
(1876), Maclodio, Magno di
Bovegno (1860c.), Ville di Marmentino (1872), Ronco di Gussago (1857), Sarezzo, e
le manutenzioni, le
riforme o i restauri con aggiunte di Rovato (1869-1887), Iseo (1888),
Verziano, Toline.