- I mantici sono in un vano a destra dell’organo, sono presenti un
serbatoio a cuneo grande ed uno piu’ piccolo sotto il grande, c’è
anche un piccolo paracolpi sotto il somiere maestro, sopra le
tastiere.
- Il somiere del primo organo è in noce con 24 pettini e doppia
segreta per alimentare le ance, quello del secondo è a vento con 9
pettini, chiuso in cassa con griglia
d’espressione.
- La cassa è in legno marmorizzata con varie decorazioni di
strumenti musicali, di rilevante valore architettonico.
FOTOGRAFIE
DOCUMENTI
a cura di G. Pedrali
INTRODUZIONE
- La storia del nuovo organo Tonoli della prepositura di
santa Maria Nascente è un po' tortuosa e misteriosa poiché, come documenti
di archivio certificano, si è dovuto provvedere ad una rimozione di un primo
organo già esistente dal 1789 però del quale non esistono più documenti di
costruzione e commissione tranne una bolla di commissione per la rimozione ,
per un restauro ed ingrandimento,di detto primo organo datata 16 gennaio
1862 e firmata dalla Fabbrica di Organi Ditta Giudici di Bergamo. In esso di
legge: " L'organo verrà levato per intero ed i parte verrà portato
all'officina per praticarvi le seguenti operazioni: i mantici verranno
fortificati ed ingranditi e re-impellati; si metterà la tastiera nuova in
avorio ed ebano; si aggiungerà la prima ottava del principale; si
aggiungeranno 10 nuovi registri di ripieno;si rinnoveranno i corni, le
trombe, la trombetta e le viole;(.)la spesa sarà di lire 3500 più 300". In
un secondo documento , sempre firmato dalla ditta Giudici di Bergamo, datato
16 settembre 1862 si legge:" L'organo è di otto piedi reali con principale
di sedici piedi. Tastiera di 56 tasti divisa in 24 nel basso e 32 nel
soprano e composto di numero18 registri di ripieno;12 instrumenti di corno;
5 instrumenti ad ancia e 7 instrumenti ai pedali e movimenti. Vi sono state
poste più opere meccaniche." Poi sembrava che tutto andasse bene fino a
quando, dopo innumerevoli infiltrazioni d'acqua ed il precoce deterioramento
del primo restauro, i fabbricieri ed il prevosto di allora, decisero di
porre un secondo intervento di restauro del vecchio organo e decisero di
affidare il tutto al maestro d'organi Giovanni Tonoli il quale stravolse i
precedenti restauri e diede alla chiesa di Coccaglio un grande organo frutto
della fusione del vecchio con il nuovo.
L'attuale organo ( composto da 2 organi) consta di 42 registri ed ha 2684
canne, uno splendido concerto di campanelli in argento e bronzo ed una gran
cassa ( in disuso). Il 12 giugno 1913 venne affidato alla Ditta Facchetti
Vittorio di Brescia un nuovo progetto di riparazione da farsi, come si legge
dal progetto custodito in archivio, ai due organi della chiesa maggiore di
Coccaglio per una spesa di 465 lire. Purtroppo, ormai da troppi anni, il
nostro grand'organo è in silenzio. Un silenzio più rumoroso del traffico di
una città. Un silenzio che, come un macigno, cade nell'animo della nostra
comunità che.in tempi assai più critici del passato.volle per la propria
chiesa un maestoso organo. Urge, ora più che mai, un importate e costoso
restauro di recupero. Più il tempo passa più questo gioiello di tecniche
umane si sta spegnendo causando danni irreparabile. Speriamo, in tempi
brevi, che qualcuno possa aiutare la comunità a ridare voce al suo maestoso
organo vanto della comunità stessa e pregevole strumento nella diocesi.
INAUGURAZIONE DELL'ORGANO 15 APRILE 1882
-
Così scriveva il maestro di musica Francesco Gritti nel
lontato 15 aprile 1882, giorno dell'inaugurazione del nuovo organo della
Prepositura di Santa Maria Nascente di Coccaglio:
"Pontefici rispondete. Chieggono i nuovi giovenali:
l'oro che fa nel tempo? come mai a questi lumi di luna, in queste tristi
annate, con tanta miseria e poveraglia che ci brulica attorno, sprecare
tanto danaro per un organo? A questo lamento di capitale importanza per
campioni del tornaconto discendenti in linea retta dal loro capostipite il
venditore, e traditore di Cristo, risponde la brevissima iscrizione, che
brilla in oro sulla fronte del nuovo organo della Prepositura di Coccaglio:
Agostinus Almici aere proprio MDCCCLXXXII. L'ottimo e generoso donatore, sa
molto bene che chi dona alla chiesa dona al lavoro. Fabbricate un tempio,
alzate una torre, erigete un concerto di campane, collocate un organo, fate
una festa, una solennità religiosa qualunque, chi ne trae profitto?
Ingegneri, architetti, pittori, scultori, fonditori di metalli, fabbricatori
di stoffe fabbriferraj, legnajuoli, aristi d'ogni guisa, tutti lavorano,
tutti dal culto cattolico traggono argomento di onesto guadagno. Sì, il
rispettabile Agostino Almici decorando la chiesa della sua patria di questo
grandioso strumento, che nella solitaria sua monarchia tanto aiuta la
musica, e domina ogni altra espressione dell'arte, ha ben meritato il plauso
levatosi di lui in tutto il paese. L'opera è dell'insigne artista Giovanni
Tonoli, più volte premiato in Italia e fuori, e il valente maestro
l'onorevole sig. Francesco Gritti di Alzano Maggiore invitato dalla lodevole
Fabbriceria a farne accurato esame dava in data 15 aprile 1882 il seguente
giudizio: l'organo è doppio a due tastiere facili a trattarsi e distese. Il
primo di 8 piedi armonici o sull'ordine di 16; il secondo ad uso di eco.
Uno de' pregi particolari di questo grandioso strumento è la strettezza del
locale, nel quale è concentrato, la particolarità dei registri in esso
contenuti, che si odono e perfettamente immitati al naturale, cioè fagotti,
le trombe di 8, le trombe di 16 di ammirabile effetto per imitazione della
tromba a squillo, il violoncello, il corno inglese, l'oboe, il flauto in 8,
il corno da caccia, la flutta reale, la viola, l'ottavina, il rollo a vento,
i meravigliosi campanili, il sinistro, che suonati separatamente danno una
voce delicata, ed il pieno di tutti questi somministra un'effettiva banda
militare assai robusta, ed armoniosa. E quello che maggiormente è notabile
si è il tasto risponde con ammirabile prontezza al più leggero impulso del
dito senza far sentire il menomo ondeggiamento di voce, né asma, rimarcando
inoltre ne' bassi degl'instrumenti d'effetto sorprendente, come sono le
bombarde, i clarono, i contrabbassi, i bassi armonici ed i timballi
accordati in tutti i dodici tuoni. Avvi pure un pedale, che agisce colla
pressione del piede, apre e chiude ad arbitrio del suonatore; e nel secondo
organo maestrevolmente disposto un così detto Grillos con valvole, per mezzo
del quale spandesi più, o meno, l'armonia e che socchiuso somministra un
organo di risposta al primo, come eco. Produce poi un ottimo, ed incantevole
effetto di chiaro scuro, ovvero una degradazione alle voci dell'instrumento
suonato per una, o molte note a piacere quando si aprono, e si richiudono le
suddette valvole interamente disposte, come sopra, con quell'arte ingegnosa
di un esperto organista. Conchiudo infine con dire che se la molteplicità
dei registri, la soavità e chiarezza di voce senza strillo, la singolare
robustezza dei ripieni e finalmente l'imitazione felicissima dell'instrumenti
a lingua e da mano, ed a compiuta orchestra dolce, sonora, flessibile; se il
complicatissimo meccanismo portato negli svariatissimi suoi movimenti alla
maggior semplicità ed alla più facile, sicura e durevole esecuzione; se le
enunciate qualità sono quelle, che unite costituiscono la eccellenza di un
organo, e quella somma perfezione, di cui un tale strumento è suscettibile,
in allora credo di non aver né lodato di troppo il sig. G. Tonoli, né di
troppo approvato l'entusiasmo con cui il pubblico ne ha intese le prime
prove, quando ho detto essere questo un capolavoro dell'arte.
-
Si ringrazia DON GIOVANNI GRITTI per la
collaborazione.